"tangentopoli" Noleggio. Barista A Gestore:
Articolo originale archiviato il 12/07/2010 · vedi su Wayback Machine
Gestori nell'incudine fra concessionari ed esercenti, baristi che chiedono il "pizzo" ai noleggiatori. Che il gestore faccia una vitaccia, sempre in trincea, senza orari, strozzato dal PREU , è arcinoto, ma la storia che stiamo per raccontare se - come temiamo - non fosse un caso isolato, potrebbe avere echi drammatici sul lavoro, di per sé agro, del terzo raccoglitore prefigurando cupi scenari di una "tangentopoli" del noleggio. Vittima un gestore, socio di Sapar Umbria, che dopo ripetute richieste minatorie di soldi (tanti) a fondo perduto da parte dell'esercente di un bar di Ponte San Giovanni che ospita due delle sue macchine si è deciso a denunciarlo.
Ci aiuta a ricostruire i fatti l'avvocato Soli Saschia che finora ha assistito il noleggiatore e d'ora in poi, per conflitto di interessi (in passato ha assistito anche il barista) e lo sconfinamento della vicenda nel penale, passerà il testimone a un altro legale, l'avv. David Zaganelli.
"Tra il gestore e l'esercente - spiega il legale - corre un rapporto storico, per quanto possibile il gestore ha aiutato il barista che nel tempo si è fortemente indebitato principalmente a causa di tre mutui contratti con tre banche diverse fino a che la situazione non gli è sfuggita di mano. Lo stesso gestore, per venirgli incontro, gli ha più volte anticipato l'aggio mensile e corrisposto gli emolumenti dovuti nei limiti del possibile, lo ha anche indirizzato a un consulente finanziario che, con l'ausilio di un consorzio di garanzia, ha fatto in modo di fargli riunificare i tre finanziamenti in un solo mutuo ipotecario agevolato di 300mila euro con la banca dell'Umbria, ma il giorno stesso dell'erogazione il barista ha chiesto trentamila euro in più per coprire altri debiti, alché la banca, in mancanza di ulteriori garanzie gli ha chiuso le porte, troppo esposto per accontentarlo".
E' a questo punto che per il malcapitato gestore inizia un vero e proprio calvario.
"Da un anno a questa parte - spiega l'avv. Saschia - sono cominciate richieste continue e vessatorie di soldi al gestore sotto minaccia di estromettere le macchine dal bar".
Il gestore non si è piegato al ricatto, vada per la flessibilità accordata nei versamenti pattuiti ma pagare una sorta di pizzo no, in tutta risposta il barista ha staccato le macchine e le ha buttate per strada, con la pancia piena di soldi, salvo poi rimetterle dentro su sollecito del legale. "In risposta a un fax di diffida le ha ricollocate nel bar - informa l'avvocato - lasciandole però per tutta la notte davanti a una vetrata, come se volesse invitare a nozze i ladri. Un comportamento che ha fatto scattare, su segnalazione dello stesso gestore, l'intervento della guardia di finanza e della polizia municipale che nel sopralluogo hanno ravvisato una serie di violazioni contrattuali e normative, a partire dal contingentamento". "Anche se - precisa la legale - gli stessi vigili hanno equivocato la norma ritenendo che il contingentamento riguardi solo le macchine collegate alla rete e non quelle spente, infatti al momento della verifica hanno trovato solo tre apparecchi accesi, il numero consentito per legge in base alla metratura del locale, senza però tenere in conto le altre due slot che al momento erano staccate. In realtà il contingentamento interessa tanto la macchina accesa che spenta , in quanto fa testo la mera installazione, ma questo non lo sanno neanche certi addetti al controllo". Oltre alle inadempienze sul contingentamento sono stati contestati all'esercente reati di omessa custodia e danni personali. Come se non bastasse, l'esercente "stalker" ha apposto alle gettoniere dei gettoni di carta per interdire l'erogazione delle vincite, truffando di fatto anche l'ignaro giocatore. Allertato anche il concessionario di rete B Plus Giocolegale che ha dovuto ammettere, nel caso specifico, una "semi-impotenza". "Ha riconosciuto di avere pochi strumenti a disposizione - riporta l'avv. Saschia - fatta eccezione per la diffida all'esercente reo di aver violato i vincoli contrattuali".
La denuncia potrebbe essere depositata alla Procura di Perugia domani o dopodomani.
Oltre a salate sanzioni, il barista rischia la detenzione da cinque a dieci anni, con possibile sconto di un terzo della pena.
Amaro e stringato il commento del presidente della delegazione Sapar Umbria Luca Patoia. "Un caso che, data la gravità, può avere ripercussioni nazionali. C'è di che riflettere".
Claudia Cencini - 07/07/2010 - 16:07