Di seguito il parere chiesto dal Mil (Movimento indipendentista ligure) al legale Gian Paolo Vincenti sull' ordinanza della cassazione pronunciatasi in merito alle penali new slot. Sono stato richiesto dal M.I.L. Movimento Indipendentista Ligure di esprimere un mio parere sulla sentenza n°25495 del 4/12/2009, pronunciata dalla Cassazione Civile a Sezioni Unite, sulla questione riguardante, il contenzioso sulle maxi-multe contestate dalla Corte dei Conti ad una delle dieci società concessionarie delle slot machine e ad alcuni rappresentanti dell'A.A.M.S (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato). In principalità, la Corte di Legittimità sezioni Unite è stata chiamata a pronunciarsi su un Regolamento di giurisdizione. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato infondato il ricorso per una serie di motivi, che giuridicamente sono inattaccabili. Non solo. La Corte di Legittimità, in persona dei Sig.ri Magistrati Vincenzo CARBONE, Salvatore SENESE, Antonino ELEFANTE, Guido VIDIMI, Massa ODDO, Lucio MAZZIOTTI DI CELSO , Antonio SEGRETO, Salvatore SALVAGO, Fabrizio FORTE, nella Sua ampia motivazione ha aperto la possibilità per i Controricorrenti (e mi permetto di dire anche per tutti i cittadini italiani, che dal 2004 ad oggi hanno risentito e risentono delle conseguenze derivanti dalle maxi-multe contestate dalla Corte dei Conti), di rivolgersi non solo alle Corti Civili ma anche e soprattutto alle varie Procure della Repubblica di Italia. E' facile desumere ciò, sol che si consideri la lettera della sentenza della Suprema Corte, laddove si afferma che "I funzionari impiegati ed agenti, civili e militari, compresi quelli dell'Ordine Giudiziario e quelli retribuiti da amministrazioni, agenzie e gestioni statali ad ordinamento autonomo, che nell'esercizio delle loro funzioni, per azione o omissione imputabili anche a sola colpa e negligenza, cagionino danno allo Stato o ad altra amministrazione dalla quale dipendono…" sono sottoposti, sicuramente, non solo alla giurisdizione della Corte , ma dovranno anche essere sottoposti al Precetto Normativo per aver "gabbato" l'Amministrazione del Patrimonio e della Contabilità Generale dello Stato, violando, sia le Leggi speciali in materia che la normativa penale. Il principale fondamento che sta alla base del nostro Ordinamento Giudiziario si basa sul brocardo latino "nemo debet lucrari cum alieno damno" In poche parole le dieci società implicate arrecando danno a tutti hanno tratto vantaggio, solo per sè, per il sol fatto di avere eluso l'ingentissima somma di 98 miliardi di euro, riguardante, imposte, multe, concessioni non pagate ecc…ecc… (oggi, con interessi e rivalutazioni siamo arrivati oltre la somma di 120 miliardi di euro) a tutti i Cittadini italiani, che rappresentano lo Stato. La Corte di Cassazione, ha altresì, sottolineato, nella sua motivazione, il fatto che debba essere posto "…a carico dei responsabili tutto parte del danno arrecato o del valore perduto…". È facile intuire che, dovendo essere posto a carico di qualcuno tutto il danno arrecato, tale voce di danno dovrà trovare contezza e giustizia, non solo esercitando ogni azione civile , ma anche esercitando, obbligatoriamente, ogni azione penale. E' per questo motivo che, al di là della soluzione del conflitto di giurisdizione, risolto dalla Suprema Corte di Cassazione, ritengo possibile che il M.I.L. e/o chiunque altro, si rivolgano senza indugio anche a tutte le procure della Repubblica italiana, in quanto, si è violato, altresì, l'atto di affidamento che non è semplicemente un atto diretto a procurare un servizio (ovvero un bene) all'Amministrazione (quindi ai cittadini e allo Stato), ma riveste, inoltre, il carattere strumentale per l'esercizio della funzione pubblica devoluta alla stessa Amministrazione . Lo Stato e i Cittadini possono quindi rivolgersi a tutti i responsabili dell'immane "evasione", in quanto tutti i soggetti implicati hanno responsabilità solidale. Nulla avrei da aggiungere se non sollecitare il M.I.L., che mi ha richiesto il parere, e tutti i cittadini italiani ad avvalersi della Legge civile, penale ed amministrativa per recuperare dallo Stato e da ogni cittadino il valore di oltre quattro finanziarie "Intelligenti pauca". Rimanendo a disposizione per ogni iniziativa del caso e ringraziando il M.I.L. della fiducia e dell'onore concessomi, colgo l'occasione per porgere i miei più deferenti ossequi. Avv. Gian Paolo VINCENTI Valentina Capati - 27/10/2010 - 12:02