Scampato alla manovra Tremonti, il mondo del gioco ora si ritrova a fare i conti con la stesura delle legge Finanziaria 2011. La tentazione del governo di mungere il mondo del gioco è forte, soprattutto in chiave federalista di Claudia Cencini Se toccano il PREU saltiamo come birilli", tuonava non molto tempo fa il presidente di Sapar Lazio Giacomo Perrone. Un monito che, però, potrebbe restare inascoltato a palazzo. Con la metà della raccolta giochi dalle slot il Preu continua ad essere adocchiato come il grappolo più pregiato della vendemmia settembrina in Parlamento. Non ci vuole un mago per prevedere che i giochi, risparmiati dalla manovra estiva, finiranno sotto il torchio della Finanziaria, quella del 2011, il cui iter inizia proprio in questo settembre. Il senatore Paolo Tancredi (Pdl), membro della commissione Bilancio, l'aveva pronosticato: "Ripescheremo i giochi nella legge di stabilità compresa nella Finanziaria". Nel tenere alta la guardia sul settore ormai considerato di diritto tra i bacini privilegiati a cui attingere pingui tesoretti, il governo annuncia che nella suddetta legge di stabilità, una sorta di Finanziaria nella Finanziaria, manovrina sfoltita e decisamente più soft contenente norme per lo sviluppo, i giochi ci saranno. Governo "sopravvivendo", ovvio... Nel frattempo il Preu è servito a mo' di spezzatino sul piatto d'argento dei maggiordomi della Lega. Un deputato del Carroccio ha già provato a sezionare il lauto balzello in sostanziose porzioni da propinare agli enti locali. È il deputato Marco Desiderati che ha proposto di devolvere il 33% delle maggiori entrate del Preu ai comuni. Ora che, sotto minaccia di Bossi, parte la riforma federalista, l'ipotesi è tutt'altro che campata in aria. Voci di corridoio davano l'ipotesi particolarmente gettonata tra i bossiani, ma non si erano mai dati i numeri. Desiderati, invece, auspica un bel terzo di Preu nelle tasche dei sindaci, padani e non, di pari passo con il passaggio del testimone alle amministrazioni decentrate investite di maggiori poteri di controllo e programmazione nella gestione delle slot. "Il fenomeno delle cosiddette macchinette - argomenta il deputato della lega Nord Padania - ha ormai raggiunto in Italia dimensioni assai rilevanti, tanto che nel 2010 la raccolta supererà i trenta miliardi di euro, allo stesso modo pure l'evasione fiscale nel comparto è assai cospicua; frequenti sono le azioni della Guardia di Finanza dalle quali emergono migliaia di macchinette scollegate dalla rete telematica dei concessionari. Considerato che i comuni, attraverso la polizia locale, possono facilmente controllare i bar e gli altri locali dove sono installate le slot, dando un grosso contributo al fisco italiano, smascherando le macchinette illegali e recuperando, così, ingenti somme di denaro sottratte all'imposizione fiscale, ho cercato di impegnare il Governo a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative volte a prevedere che i comuni partecipino attivamente ai controlli e agli accertamenti relativi al prelievo erariale unico, attribuendo agli stessi comuni il 33 per cento delle maggiori entrate relative al prelievo stesso". La proposta per ora è stata archiviata, ma niente paura. La politica non si stanca di corteggiare il Preu al punto che non è difficile ipotizzare a breve il suo sacrificio sull'altare dell'erario. La cosa, solo a parlarne, fa rabbrividire la controparte. I gestori sono già sul piede di guerra. Astro in primis. "Se dovesse essere aumentato o arrotondato il Preu (oggi al 12,6 per cento, ndr) - minaccia il presidente Massimiliano Pucci - indiremo una protesta di massa chiamando tutti i nostri gestori a staccare le macchine. Prima di tornare alla carica per mungere dai giochi, il governo pensi a stabilizzare il settore e a mettere in pratica gli slogan che inneggiano al gioco sicuro.". Altre ipotesi di tassazione riguardano altri ambiti in forte crescita come il gioco online. Ma prima di intervenire su questo terreno bisogna aspettare il rientro da Bruxelles del decreto che disciplina il gioco a distanza, previsto non prima del 15 ottobre, ammesso e non concesso che nessuno punti il dito contro il provvedimento, ma trattandosi di un secondo rinvio, più formale che di sostanza, è un'eventualità remota. Nel momento in cui il dl tornerà senza un graffio il Mef, per mano di AAMS , sdoganerà duecento nuove licenze per gli aspiranti concessionari di gambling online. Altro invaso di tutto rispetto visto che l'avanzata degli skill games e, presto del cash e dei casinò games, rifornirà di nuove flebo la finanza pubblica. Se saranno rispettati i pronostici di Aams che vedono la partenza del cash game in rete entro l'autunno, il sacrificio delle poker room equivarrà a un rake di ben il 20% sotto forma di tasse da versare allo Stato. __________________________________________________________________________ LE CIFRE Il gioco per l'Erario (gen-giu 2010) 4,3 mld di euro Confronto 2009 +3,7% Previsioni 2010 10 mld di euro Entrate da Slot2 mld di euro Entrate da Gratta e Vinci 794 mln di euro • Entrate da superenalotto 622 mln di euro __________________________________________________________________________ Il fronte del live Ultimo, ma non ultimo, il poker live . Prima o poi il regolamento verrà alla luce. Più poi che prima. Il 6 settembre il primo anniversario del divieto che ha fermato il gioco, ma i bene informati non prevedono prima del 2011 il varo di un regolamento che ripristini, in altre forme, si presume rivoluzionarie, la legittimità del gioco dal vivo, oscurato nel frattempo dall'abbondante mietitura delle poker room. Per quanto non trapelino numeri o indiscrezioni sui contenuti della nuova disciplina sul poker "fisico", una cosa è certa. Addio ai circoletti e largo ai grossi concessionari che, siano o no gli stessi della rete, consorzi fra microrealtà o partnership ai piani alti, saranno comunque chiamati a ingrassare l'erario per l'ingresso sul mercato. __________________________________________________________________________ La forza della slot L'erario gongola grazie ai giochi, che nel primo semestre 2010 hanno prodotto quasi 4,5 miliardi di euro di entrate erariali (+3,7% rispetto ai 4.173 milioni incassati nei primi sei mesi del 2009). Tra gennaio e giugno 2010 la raccolta giochi ammonta a oltre 30 miliardi, di cui circa la metà prodotta dalle New Slot. Sono proprio gli apparecchi da intrattenimento a garantire le maggiori entrate per l'Erario. Nel periodo in esame il comparto New Slot ha fatto confluire nella casse statali quasi 2 miliardi di euro. __________________________________________________________________________ Sollievo Vlt Vuoi per dare il tempo di partire, vuoi per concedere una boccata d'ossigeno ai concessionari, il secondo versamento per i diritti sulle videolotteries dovrà essere versato entro il 30 novembre e non a giugno come inizialmente stabilito. Trattandosi di una parcella salata (quindicimila euro a nullaosta) si è pensato a una tregua di sei mesi. Elisa Di Mattia - 01/09/2010 - 15:50