Il Sen. Enrico Musso (Pdl) spiega a Gioco&Giochi le intenzioni della sua interrogazione al Mef sulla questione delle penali ai concessionari di gioco. Una vicenda che si pone sul piano politico e su quello giudiziario e che, sottolinea Musso, deve rispettare il ruolo di entrambe le competenze per evitare confusione e 'condoni' preventivi. Qual è il motivo del suo interessamento alla vicenda delle penali? Vorrei sottolineare in prima istanza che quella da me sottoscritta è un'iniziativa di natura esclusivamente politica. Parallelamente c'è una vicenda giudiziaria in merito che sta facendo il suo corso ed è bene che le due competenze rimangano ben distinte. Per intenderci quale sarà la sanzione da accordare ai danni delle concessionarie non è compito della politica sindacare. Cosa chiede nell'interrogazione? La mia interrogazione è tesa ad evitare che si studi un'azione sul piano politico, magari preventiva, per creare una via d'uscita rispetto alla sanzione ai soggetti che dovranno pagare. Nell'interrogazione, la cui formulazione è totalmente neutra, si interroga il Governo per sapere quali sono le misure che nel frattempo, in attesa della pronuncia della Corte dei Conti, si intendono veicolare. Si vuole evitare in sostanza che venga fornita una scappatoia sempre più spesso ascrivibile a sanatorie e condoni. Nel testo dell'interrogazione parla anche di danno erariale… Per la verità se si possa parlare di danno erariale o meno non spetta a me dirlo. Mi baso nella mia interrogazione sulle pronunce che fino ad ora ha fatto la Corte dei Conti che stabilirà nell'udienza definitiva i termini precisi della sanzione. Verrà combinata una sentenza alla quale faremo riferimento. D'altra parte che sia la Corte dei Conti ad avere la competenza sui fatti è stato accertato. Ovviamente, nel pieno rispetto delle cariche, quello che il giudice riterrà opportuno accetteremo, quello che c'è da scongiurare è piuttosto che si verifichi una preventiva iniziativa politica in merito. Quale la sua opinione in merito al comparto dei giochi in generale? Personalmente ho una posizione molto dura sul comparto dei giochi in generale e sul fatto che lo Stato possa avere un ruolo di soggetto che trae vantaggio da questo settore. E credo si dovrebbe evitare ancora di più che lo Stato finisca per avvantaggiare determinate distorsioni, mi riferisco al problema dell'illegalità e a quello delle ludopatie, solo perché si tratta di una buona fonte di gettito. Valentina Capati - 05/11/2010 - 13:02