Veltroni A Gioco&giochi: "controllare Le Società
Articolo originale archiviato il 19/09/2011 · vedi su Wayback Machine
Walter Veltroni membro della Commissione Antimafia che ieri ha deliberato la relazione sui profili del riciclaggio connessi al gioco lecito e illecito, ha rilasciato a Gioco&Giochi un'intervista in cui l'ex segretario del Pd espone il suo punto di vista in merito alla politica degli ultimi anni sul mondo del gioco. E spiega le finalità della proposta di modifica dell'articolo 88 del Tulps .
Il governo sempre più spesso ricorre al comparto dei giochi, in ultimo con il maxi emendamento alla stabilità, cosa ne pensa?
"Nell'emendamento alla legge di stabilità, il Governo cerca di far passare l'aumento delle tipologie di gioco come un contrasto alle scommesse clandestine. Misura che permetterebbe di creare delle specie di mini casinò praticamente in ogni luogo aperto al pubblico e che, in realtà, serve ad aumentare il gettito fiscale. Facendo così, non si fa altro che inserire un prelievo fiscale nascosto a carico dei più poveri. Tutti i dati dimostrano che con la crisi economica chi è in difficoltà gioca di più. Per avere una conferma basta vedere chi gioca ai Videopoker (testuale, ndr) nei bar o ai Gratta e Vinci . La trovo una scelta sbagliata ma coerente con la linea politica della maggioranza che con le tre leggi finanziarie e lo scudo fiscale ha sempre privilegiato i patrimoni medio grandi. Tanto più sbagliata che lo Stato da questo enorme giro di soldi trae un vantaggio minimo, poiché la maggior la parte del guadagno va alle società concessionarie. Se si considera che dal 2006 al 2009 siamo passati, solo per i dati del gioco legale, da 15,4 miliardi di euro a 54 miliardi si capisce quanto questa voce nascosta pesi sul bilancio di milioni di italiani".
La decisione di deliberare questo testo da parte della Comm. Antimafia quali finalità si prefigge?
"Ci sono due finalità: una legata all'attività propria della commissione e una di interesse più generale. Per quanto riguarda il primo aspetto noi vogliamo che ci sia molto più attenzione nel sistema delle concessioni: troppe società che gestiscono i giochi per conto dello Stato non hanno una proprietà trasparente. In molte inchieste è emerso che dietro catene di sale giochi o siti internet utilizzati per scommesse si nascondevano attività di riciclaggio delle mafie. Bisogna introdurre controlli rigidi prima dell'avvio della concessione, sul modello di quello che si fa per un qualsiasi altro appalto pubblico, e ci vogliono controlli anche su ogni eventuale passaggio di proprietà. Altrimenti rischiamo di aiutare le mafie e di sottrarre soldi ai cittadini. Il secondo aspetto riguarda la dipendenza da gioco: non crea danni solo al giocatore ma ha costi sociali elevati sulle famiglie, sull'intero tessuto economico e molto spesso i giocatori cronici finiscono nelle mani degli usurai".
La Commissione propone di rivedere l'art. 88 del Tulps introducendo un nuovo comma. Quali sono le intenzioni di questa revisione della norma?
"In quella proposta interveniamo solo su un aspetto del problema, chiedendo di introdurre forme di controllo dirette anche sulle società estere che propongono scommesse e giochi nel nostro paese, attività che avviene soprattutto attraverso internet. E' una lacuna nella normativa che va colmata. La Commissione però intende anche avviare una serie di audizioni con i Monopoli di Stato e la Guardia di Finanza per capire realmente chi sono e quanti sono i concessionari di giochi in Italia e se i controlli sulle società sono reali o puramente formali. Indagando sugli intermediari finanziari abbiamo scoperto carenze normative veramente preoccupanti".
In ultimo, qual è la sua idea di un comparto giochi 'sano'?
"E' evidente che non si può cancellare il gioco o la scommessa, poiché si aumenterebbe il mercato illegale. Ma è anche evidente che occorre una riforma: ormai siamo sollecitati a giocare di continuo. Riceviamo ogni giorno proposte d'acquisto di gratta e vinci. Corner per scommesse e videopoker sono praticamente ovunque: è evidente che una massa così elevata di sollecitazioni spinge la gente a "tentare la fortuna" molto di più. Bisogna riportare il sistema dentro binari più ragionevoli e, sopratutto, non bisogna aumentare le occasioni di gioco. Come a ogni finanziaria, non mancheranno proposte di nuovi casinò: una scelta sbagliata perchè non portano turismo e sono troppo spesso al centro di attività di riciclaggio".
Valentina Capati - 19/11/2010 - 18:03