Francesco Barbato, deputato dell'Idv alla commissione finanze di Montecitorio, aveva presentato ieri un'interrogazione al Ministero dell'economia e delle Finanze in cui chiedeva chiarimenti in merito alla chiamatain causa - nel procedimento a carico dei dieci concessionari di gioco al momento al vaglio della Corte dei Conti - dell'ente Digit Pa. Non solo, nella stessa interrogazione Barbato chiede al Mef "se non ritenga opportuno riequilibrare i requisiti, previsti dal nuovo bando per le concessioni dei giochi, che fanno prevalentemente riferimento al fatturato dei candidati ed alla loro diffusione sul territorio, in quanto essi rischiano di creare, di fatto, una concentrazione del mercato, favorendo i concessionari già esistenti e violando il principio della libera concorrenza". La risposta era attesa per oggi tuttavia sarebbe stata rimandata a mercoledì prossimo, nella stessa data verrà discussa e votata la mozione, firmata sempre Idv, che si propone 'di portare trasparenza nel comparto die giochi pubblici'. "è in corso il procedimento giudiziario - si legge nel testo dell'interrogazione- avviato a seguito delle richiesta della Corte dei conti di richiedere ai concessionari per la gestione telematica degli apparecchi da intrattenimento (le cosiddette «slot machine») di cui all'articolo 110, comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, nonché ad alcuni esponenti dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, una sanzione pecuniaria per complessivi 98 miliardi di euro a causa del mancato collegamento in rete degli apparecchi di gioco; in particolare, l'esito del procedimento giudiziario sarà in larga parte determinato dalla perizia, affidata all'ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione (DigitPA), con la quale dovrà essere stabilito quanto i concessionari devono effettivamente versare all'erario; a sua volta risulta che la DigitPA abbia affidato ad un soggetto esterno il compito di effettuare la perizia; suscita perplessità la circostanza che sia stato affidato ad un ente, la DigitPA, i cui vertici sono nominati dal Governo, il compito di stabilire l'entità di una sanzione che potrebbe riguardare anche esponenti dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato; suscita altresì perplessità il fatto che il bando di gara per le nuove concessioni relative alla gestione dei giochi da intrattenimento assegni un rilievo prevalente ai requisiti concernenti il fatturato e la diffusione sul territorio dei candidati, in tal modo impedendo, di fatto, a nuovi soggetti di entrare in tale mercato -: alla luce di tali vicende, se non ritenga opportuno, in pendenza della vicenda giudiziaria relativa alla richiesta di risarcimento per gli introiti non versati dai concessionari, escludere dalla procedura di gara per l'assegnazione delle nuove concessioni dei giochi, che dovrebbe essere conclusa a breve, quei soggetti nei cui confronti sussista un contenzioso in essere con l'Amministrazione finanziaria, analogamente a quanto previsto dalla disciplina generale in materia di appalti pubblici, e se non ritenga opportuno riequilibrare i requisiti, previsti dal nuovo bando per le concessioni dei giochi, che fanno prevalentemente riferimento al fatturato dei candidati ed alla loro diffusione sul territorio, in quanto essi rischiano di creare, di fatto, una concentrazione del mercato, favorendo i concessionari già esistenti e violando il principio della libera concorrenza. (5-04751) Valentina Capati - 18/05/2011 - 15:15